L'arte del vuoto
Vuoto è il mio passo, senza meta né sentiero, in questo mondo di dannati dove il buio sembra vero.
Mi si stringe anche lo stomaco, mentre il silenzio mi divora, tutto è arte, tutto è vuoto, e la mia anima non parla.
Non riconosco più chi sono, non ritrovo il mio riflesso, sento il peso del mio corpo, ma mi sfugge il mio stesso essere.
Resta vigile la coscienza, mentre il pensiero si fa lieve, come un cielo senza stelle, come un'anima che tace.
E quelle gocce, quasi magia, danno pace alla mia mente, ma non sanno curare il fondo di una ferita silenziosa.
Vorrei guarire l'anima, strappare il buio dalle vene, ritrovare in me la vita, senza dover fingere di stare bene.
«Che rimedio c'è?» Mi domando nel silenzio. «Vivere!» risponde il mondo. Ma nessuno mi ha insegnato come si fa, quando sei vuoto.
Vuoto è il mio passo, vuota è la mia mente, eppure qualcosa dentro crea, anche quando non sente.
È l'arte della mia anima, l'ultimo fuoco nella notte, che raccoglie i miei frammenti e li trasforma in parole.
E mentre il buio mi richiama verso il regno dell'assenza, scrivo, perché forse nell'arte vive ancora la mia essenza.
Non so dove porti il cammino, né se domani avrò una direzione. So soltanto che, nel vuoto, la mia anima cerca ancora una ragione.